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Melanotan I e II: struttura, analitica e manipolazione nella ricerca

Dietro MT1 e MT2 si celano due analoghi dell’α-MSH strutturalmente diversi: una catena lineare di 13 residui e un eptapeptide chiuso da un ponte lattamico. La guida spiega denominazione, struttura, masse attese, sottoprodotti tipici e conservazione dei liofilizzati.

Solo per scopi di ricerca
  • Pubblicato2026-09-24
  • Aggiornato2026-09-24
  • AutoreRedazione GPeptides (gestore)

Panoramica: che cosa si cela dietro MT1 e MT2

Melanotan I e Melanotan II sono nomi comuni di due peptidi sintetici, entrambi derivati dall’ormone α-melanocita-stimolante (α-MSH). Il catalogo li riporta come MT1 e MT2, le pubblicazioni anche come MT-I, MT-II o MTII. I numeri romani non indicano generazioni della stessa molecola, ma due composti distinti con formula bruta diversa.

Per MT1 sono inoltre in uso la denominazione INN afamelanotide e la grafia NDP-MSH. Nella ricerca bibliografica occorre cautela: le sigle MT1 e MT2 indicano anche i due recettori della melatonina e isoforme delle metallotioneine. Una ricerca diventa univoca tramite il numero CAS: 75921-69-6 per MT1, 121062-08-6 per MT2.

La struttura nel dettaglio

Le posizioni seguono la numerazione dell’α-MSH naturale. I due peptidi hanno in comune tre caratteristiche:

  • Norleucina in posizione 4: l’amminoacido non proteinogenico è isostero della metionina, ma non contiene uno zolfo tioeterico ossidabile.
  • D-fenilalanina in posizione 7: la configurazione invertita si trova al centro del tetrapeptide His-Phe-Arg-Trp, considerato in letteratura il motivo di riconoscimento centrale dei recettori melanocortinici.
  • Estremità protette: l’estremità N-terminale è acetilata, quella C-terminale amidata. Mancano così il gruppo amminico libero e il gruppo carbossilico libero, sui quali agiscono amminopeptidasi e carbossipeptidasi.

MT2 va due passi oltre. Comprende solo le posizioni da 4 a 10, e nelle posizioni 5 e 10 si trovano acido aspartico e lisina. Le loro catene laterali sono unite, con eliminazione di acqua, in un lattame; il macrociclo conta 23 atomi d’anello, come si riconosce nel nome IUPAC dallo scheletro esazaciclotricosano. L’anello mantiene il motivo di riconoscimento in poche conformazioni preferenziali. Poiché inoltre entrambe le estremità sono bloccate, in MT2 le uniche catene laterali ionizzabili sono quelle di istidina e arginina; MT1 porta in più una lisina libera, un acido glutammico e una tirosina.

Differenze rispetto alle molecole affini

  • α-MSH: modello naturale, lineare, 13 residui, con metionina in posizione 4 e L-fenilalanina in posizione 7.
  • MT1: lineare, 13 residui, C78H111N21O19, circa 1646,8 g/mol; in letteratura associato soprattutto al recettore MC1.
  • MT2: ciclico, 7 residui, C50H69N15O9, circa 1024,2 g/mol; descritto come agonista non selettivo di più sottotipi di recettori melanocortinici.
  • SHU9119: non è un prodotto a catalogo, ma una molecola di riferimento citata spesso: MT2 con D-2-naftilalanina in posizione 7 (C54H71N15O9), descritto come antagonista ai recettori MC3 e MC4. Qui un singolo residuo sposta il profilo recettoriale.
  • KPV: il tripeptide invariato delle posizioni da 11 a 13 come acido libero; contenuto come segmento di sequenza in MT1, non in MT2.
  • GHK-Cu: stessa categoria di catalogo, ma un complesso rame-peptide senza relazione con l’α-MSH.

A cosa prestare attenzione nell’analitica e nel COA

Nella spettrometria di massa elettrospray compaiono più stati di carica, a seconda del numero di gruppi protonabili (valori monoisotopici, arrotondati):

  • MT2 (M = 1023,54 Da): [M+H]⁺ a m/z 1024,55, [M+2H]²⁺ a m/z 512,78, addotto di sodio [M+Na]⁺ a m/z 1046,53.
  • MT1 (M = 1645,84 Da): [M+2H]²⁺ a m/z 823,93 e [M+3H]³⁺ a m/z 549,62; a seconda delle condizioni di misura compare anche [M+H]⁺ a m/z 1646,84.

I sottoprodotti si rivelano dalla loro differenza di massa:

  • Sequenze errate: più leggere della massa di un residuo, ad esempio meno 186 Da senza triptofano.
  • Acetilazione mancante: meno 42 Da.
  • Acido libero invece dell’ammide: poco meno di 1 Da in più; senza una misura ad alta risoluzione passa facilmente inosservato.
  • Ossidazione: più 4, 16 o 32 Da. Poiché la norleucina sostituisce la metionina, il residuo di triptofano è in entrambe le molecole il punto di attacco più probabile.
  • Solo in MT2: il precursore non ciclizzato (più 18 Da) e dimeri ciclici. Il dimero a doppia carica cade sullo stesso m/z del monomero a carica singola; si distingue dalla spaziatura isotopica dimezzata o dal tempo di ritenzione.
  • Diastereoisomeri: ad esempio con L- invece di D-fenilalanina in posizione 7. A parità di massa, li separa solo la cromatografia.

La purezza HPLC indica la quota di area del picco principale, non la quota di peptide nella quantità pesata. I peptidi sintetici si presentano come sali, per lo più come acetato o trifluoroacetato (TFA); controioni e acqua residua aumentano la massa nel flaconcino senza entrare nella percentuale di area. I partner di legame dei controioni sono in MT2 l’arginina e l’istidina, in MT1 anche la lisina. Questa quota è rilevata dal contenuto netto di peptide, una grandezza indipendente dalla purezza. MT1 e MT2 vengono analizzati regolarmente da un laboratorio esterno tramite HPLC e spettrometria di massa. I certificati di analisi (COA) disponibili si trovano nell’area laboratorio; finché lì non è pubblicato un certificato, la verifica è ancora «in attesa». Per approfondire sono utili le guide HPLC e spettrometria di massa, Leggere correttamente un certificato di analisi e Purezza dei peptidi di ricerca.

Conservazione e manipolazione in laboratorio

Come liofilizzati conservati all’asciutto, al buio e al fresco, entrambi i peptidi sono molto più stabili che in soluzione; per periodi prolungati è indicato il congelatore. Da tenere presente:

  • Luce e ossigeno: il triptofano è sensibile alla luce e soggetto a ossidazione. Conservare i flaconcini al riparo dalla luce e aprirli solo brevemente.
  • Umidità: i sali peptidici liofilizzati sono igroscopici. Prima di aprire un flaconcino refrigerato, lasciarlo arrivare chiuso a temperatura ambiente, in modo che sulla polvere non si depositi condensa.
  • Soluzioni: sono meno stabili del liofilizzato; evitare congelamenti e scongelamenti ripetuti.

L’anello rende MT2 più rigido, ma non lo protegge né dall’ossidazione né dall’umidità. Indicazioni generali si trovano nella guida Conservare i peptidi liofilizzati.

Contesto di ricerca

Entrambe le molecole vengono studiate nella ricerca in vitro e preclinica sul sistema delle melanocortine. Con MT1 si studia soprattutto, in modelli cellulari, la catena di segnalazione del recettore MC1; l’NDP-MSH radiomarcato è inoltre un tracciante diffuso nei saggi di legame. MT2, per il suo profilo ampio, viene usato come agonista di riferimento per confrontare i segnali ai recettori MC1, MC3, MC4 e MC5, spesso insieme ad antagonisti come SHU9119.

Solo per la ricerca: avvertenza legale

MT1 e MT2 vengono immessi in commercio da GPeptides esclusivamente come reagenti di laboratorio per la ricerca in vitro. Non sono destinati all’uso sul o nel corpo umano o animale e non vengono offerti né come medicinali né come prodotti cosmetici. GPeptides non fornisce indicazioni sull’uso o sugli effetti. Quantità pesata e prezzo sono riportati sulle pagine prodotto MT1 e MT2; altre molecole affini sono elencate nella categoria Melanocortine & peptidi di rame.

Categorie correlate: Melanocortine & peptidi di rame

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